D.Lgs. 125/2024, che recepisce la direttiva europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).
A partire dal 2026, il panorama degli obblighi si definisce secondo il seguente calendario progressivo:
1. Soggetti obbligati nel 2026 (dati esercizio 2025)
Le aziende che devono pubblicare il bilancio di sostenibilità nel 2026, basandosi sui dati dell’anno fiscale 2025, sono le grandi imprese non quotate che superano almeno due dei seguenti parametri per due esercizi consecutivi:
- Dipendenti: più di 250 (media annua).
- Totale attivo dello stato patrimoniale: superiore a 25 milioni di euro.
- Ricavi netti delle vendite: superiori a 50 milioni di euro.
2. Aziende già obbligate dal 2025 (dati esercizio 2024)
L’obbligo è già attivo per gli Enti di Interesse Pubblico (grandi società quotate, banche e assicurazioni) con oltre 500 dipendenti, che hanno pubblicato la prima rendicontazione secondo i nuovi standard ESRS nel 2025.
3. Prossime scadenze (dal 2027)
- PMI quotate: L’obbligo scatterà dal 1° gennaio 2027 (con pubblicazione nel 2028 sui dati 2026). Sono escluse le micro-imprese quotate.
- Imprese extra-UE: Aziende con fatturato netto superiore a 150 milioni di euro nell’UE saranno soggette all’obbligo dal 2028 (dati 2028).
Punti chiave della normativa
- Standard ESRS: Le aziende devono utilizzare gli standard europei comuni (ESRS) per garantire la trasparenza e la comparabilità dei dati.
- Revisione obbligatoria: Il report di sostenibilità deve essere sottoposto a una verifica esterna (assurance) da parte di un revisore legale accreditato.
- Coinvolgimento indiretto: Anche le PMI non obbligate per legge possono essere spinte a produrre dati ESG per soddisfare le richieste di banche (per l’accesso al credito) o di grandi aziende partner della filiera.